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FIRENZE LIBRO APERTO 2018 • 14 no e 3 sì

testo della e.mail inviata all'organizzazione della fiera Libro Aperto 2018

Spett.le FIRENZE LIBRO APERTO 2018
Di seguito vi comunichiamo – come da voi richiesto – 14 reclami e 3 note positive riguardo alla seconda edizione di Firenze Libro Aperto, svoltasi alla Fortezza da Basso dal 28 al 30 settembre scorso:

1. La dislocazione della fiera su tre piani e degli stand su due piani: un’assurdità che, come è noto a tutti i fruitori di fiere, penalizza sempre gli stand al piano superiore. Nel caso di FLA2018 lo sdoppiamento non era neanche necessario, visto gli avvilenti ampi frequenti spazi vuoti/inutilizzati.

2. La dislocazione non era mai stata comunicata ai partecipanti, né all’atto della prenotazione né all’atto dell’acconto né del saldo. Gli standisti se ne sono resi conto all’arrivo in fiera: il “Piano Attico” era in realtà un secondo piano e non l’unico piano.
3. La disposizione degli stand nello spazio dei due piani è stata illogica, insulsamente “larga”, priva di un percorso di visita suggerito, disordinata. I visitatori hanno girato come formiche impazzite, senza il punto di riferimento di ascisse e ordinate, elementare griglia di qualsiasi fiera. Invece di favorire il visitatore nella visita (e quindi nell’acquisto).
4. Le insegne dei singoli stand erano quasi illeggibili. La segnaletica dei singoli corridoi inesistente. Gli “info-point” nascosti anziché evidenti. I bar molto spartani rispetto alla passata edizione. Il ristorante, un fantasma, deserto. L’ascensore per lo più guasto.
5. Le indicazioni per il “Piano Attico” erano all’inizio del tutto inesistenti, poi rinforzate dopo vibrate proteste: si è giunti al paradosso di annunci all’altoparlante talmente frequenti da interrompere in continuazione le presentazioni in corso.
6. La Segreteria operativa si è da subito eclissata: ospitata in un bunker non individuabile e ben protetto, era raggiungibile solo via cellulare. Alle chiamate il più delle volte nessuno rispondeva.
7. La tradizionale promozione/pubblicità dell’evento in città, sulla stampa cartacea, in tv, è stata inesistente. Ci è stato detto che non capivamo, “oggi fondamentale è il web”: il sito di FLA2018 è stato “NOT FOUND” per tutta la durata della fiera e per alcuni giorni precedenti. Il programma degli eventi era raggiungibile solo attraverso altri siti. Gli editori che avevano presentazioni hanno saputo solo da terze persone a che sala erano state assegnate. La Segreteria già nei giorni prima dell’apertura non rispondeva alle e.mail né al telefono; se rispondeva, era per riattaccare la cornetta.
8. Non c’è stato catalogo della fiera, sostituito da tre pieghevoli con mappa+program-ma giornaliero. Il programma di venerdì è giunto in fiera dopo le 12.
9. La biglietteria era distante qualche centinaio di metri dall’ingresso della fiera. Non sono stati accreditati i relatori alle presentazioni, che hanno dovuto attendere l’intervento dell’editore di riferimento per l’ingresso gratuito in fiera. Oppure pagare il biglietto, come ci è stato suggerito all’ingresso.
10. Biglietto d’ingresso a costo stratosferico per una fiera dalle caratteristiche di FLA2018.
11. Presenza al fianco degli stand degli editori di stand di gadget, pittori, bigiotterie, distributori di libri, librerie, associazioni sportive... in una fiera che si chiama “LIBRO APERTO” dedicata a editori di libri. Una fiera che – ci è stato detto – “ha tra i costi più bassi di tutte le fiere d’Italia”. Ma anche i tavoli più piccoli in assoluto.
12. Abbinamento con i concerti serali del tutto illogico: i concerti si svolgevano in piano e orario differenti dalla fiera. Hanno tolto pubblico alla fiera e portato pubblico ai concerti stessi, per i quali il prezzo d’ingresso era invece conveniente. Infine è cosa risaputa e sperimentata (in negativo) che l’abbinamento musica+libri non funziona.
13. Tutto ciò ha provocato uno stato di sofferenza generalizzato tra moltissimi editori, in particolare quelli del Piano Attico. Gli interventi in itinere hanno peggiorato la loro condizione. • Per “aiutarli” ad personam, qualcuno ha ottenuto di scendere al piano inferiore. • Per “aiutarli” è stato cancellato il “firma copie” dapprima previsto proprio all’Attico, reintegrato solo al pomeriggio della domenica. • Per “aiutarli” è stato organizzato un aperitivo gratuito per il pubblico nell’ultima ora e mezza della fiera, che paradossalmente ha distratto il pubblico dell’ultimo acquisto dagli stand convogliandolo al banco delle bevande. • Per “aiutarli” è stato promesso un modulo per reclami, mai giunto agli stand. • Per “aiutarli” è stata organizzato un incontro organizzatore-editori (sabato ad ora di pranzo, a metà fiera) che si è trasformato in una gazzarra indegna istigata dall’atteggiamento arrogante e sprezzante dell’organizzatore (invece che conciliante e risolutivo). L’indomani l’organizzatore ci dice che non avevamo compreso lo spirito con cui l’incontro era stato organizzato: l’“Uno contro Tutti”.
14. Infine il peccato originale di tutta FLA2018: aver affidato l’organizzazione ad un editore (in palese conflitto d’interesse, ma ci siamo abituati) che quotidianamente svolge un tipo di attività completamente diversa e inevitabilmente le fiere non sa organizzarle.

Rimangono tre note positive:
1. La presenza di un bancomat interno.
2. Le presentazioni gratuite in spazi aperti al passaggio.
3. Lo speed-date tra editori e autori, che però andava organizzato con qualche anticipo (forse un’invenzione dell’ultim’ora per raddrizzare le sorti dell’Attico...).

Leonardo de Sanctis / FEFÈ EDITORE, Roma

Roma, 3 ottobre 2018

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