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Peli

PELIPeli

misura di tutte le cose, madre di tutte le battaglie

Francesco Forlani

Il pelo è misura di tutte le cose, straordinaria figura dialettica se messa in relazione con il suo contendente, il contropelo.

 
 

Superfluo Indispensabile / 27
anno 2017
pagine 176
€ 12,00
ISBN 978-88-95988-82-5

Abstract

Il pelo è misura di tutte le cose, madre di tutte le battaglie, straordinaria figura dialettica. Dai barbudos rivoluzionari cubani ai barbus dell’Iran di Khomeini, dalla rappresentazione di questo perturbante nella pittura, nella letteratura o nel cinema (Silvana Mangano, Sofia Loren e altre), all’ésthétique poilue, espressione usata da Dalì per celebrare l’architettura di Gaudì, fino alle nuove dive Julia Roberts o Lady Gaga, sostenitrici del ritorno sulla scena del pelo ostentato, l’osceno.
E' il primo titolo della collana OGGETTI DEL DESIDERIO, curata da Lucio Saviani.
Foto di copertina di © Philippe Schlienger.

L'Autore

Francesco Forlani – Nato a Caserta nel 1967, vive a Parigi e a Torino. Creatore e collaboratore di varie riviste internazionali, ha pubblicato Métromorphoses, Autoreverse, Il peso del Ciao, Parigi senza passare dal via, Il Manifesto del comunista dandy. Traduttore, poeta, performer, è redattore del noto blog letterario italiano Nazione Indiana, gioca nella Nazionale Scrittori Osvaldo Soriano Football Club con la maglia numero 16 e conduce insieme a Marco Fedele Cocina Clandestina, programma su Radio GRP..

Eventi

• Martedì 13 giugno 2017, a Parigi, alla Librairie Italienne Tour de Babel.

PELIaPARIGI

Recensioni

• Su Donna Moderna del 14 giugno 2017.
Donna Moderna 14 giugno 2017

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Uroboro

UROBORO3Uroboro

il serpente dei sapienti

Ruggiero di CastiglioneAngelo Iacovella

Il “serpente che si morde la coda” (Uroboro) è un simbolo universale e uno dei motivi più enigmatici che l’immaginario umano abbia mai elaborato.


 

Superfluo Indispensabile / 26
anno 2017
pagine 216
€ 12,00
ISBN 978-88-95988-80-1

Abstract

Quello del “serpente che si morde la coda” (Uroboro) è uno dei motivi più enigmatici che l’immaginario umano abbia mai elaborato. Questo volume, sulla scorta di una messe di fonti riconducibili alle più varie tradizioni, prende in esame le sfaccettature di questo simbolo universale e indaga come si sia appalesato in epoche e contesti diversi, prestandosi a una pluralità di applicazioni: dalla mitologia alla religione, dalla magia all’alchimia, dalla letteratura alla musica, dall’arte all’astrologia, dalla psicologia del profondo alla scienza, dall’architettura alla cinematografia.

Gli Autori

Ruggiero di Castiglione – Studioso di simbolismo e di tradizioni occidentali, è autore de I segreti della magia (1972), in collaborazione con A.C. Ambesi. Ha pubblicato, tra l’altro, A tela ordita Dio mandò il filo (1975), Corpus Massonicum (3a ed. 2007), Alle sorgenti della Massoneria (1988), Il maestro di Cagliostro: Luigi d’Aquino (1989; 2a ed. riveduta e ampliata: Il Conte di Cagliostro e il Cavaliere d’Aquino, 2016), La Massoneria delle Due Sicilie e i “fratelli” meridionali del ’700 (2006-2014), Napoli, la Spina, il Santo Sepolcro e la Sindone (2012), Le Accademie di Napoli (2015).

Angelo Iacovella – Orientalista, è docente di lingua e letteratura araba presso la Libera Università degli Studi Internazionali (UNINT) di Roma. Si è a lungo occupato di misticismo islamico, pubblicando molti testi tra i quali: L’epistola dei settanta veli di Muhyî al-Dîn Ibn ‘Arabî, Il pettine e la brocca: detti arabi di Gesù, Le parole dell’estasi di Abû Yazîd al-Bistâmi, 101 storie sull’Islam.

Eventi

Sabato 13 maggio, a Roma, all'Accademia degli Oziosi.

Venerdì 31 marzo 2017, a Roma, alla Libreria Aseq.

Recensioni

Segnalazione nell'articolo Uroboro, da Serpente dei Sapienti ad Asso di Spade di Giuseppe M. S. Ierace, del maggio 2017.

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Nei percorsi di lettura:

Brodo di rose e sole

Brodo di rose e soleBrodo di rose e sole

ricette futuriste con divagazioni floreali

Giovanna Alatri

prefazione di M. Paola Fornasiero

La rivoluzione futurista ovvero l’ottimismo in tavola. 

 

Superfluo Indispensabile / 23
anno 2016
pagine 152
€ 10,00
ISBN 978-88-95988-73-3

Abstract

E' il racconto appassionante e surreale della rivoluzione enogastronomica dei Futuristi e di Marinetti. Fieri oppositori della pastasciutta, non avevano speranze di divenire popolari, eppure molte delle loro combinazioni di gusti e ingredienti sono straordinariamente attuali. Negli stessi anni i Futuristi propugnarono anche la “rivoluzione floreale” sostenendo l’eticità estetica dei fiori finti.

L'autore

Il prefatore

Eventi

• Giovedì 15 giugno 2017 alla Biblioteca Nazionale del Ministero dell'Agricoltura alle ore 16,00.

• 16.6.2016 - Punto Einaudi Incontri/Roma

Recensioni

http://www.archiviostorico.info/libri-e-riviste/7921-brodo-di-rose-e-sole

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Nei percorsi di lettura:

Il paese dell'ABC

Il paese dell'ABCIl paese dell'ABC

filastrocche straordinarie

Vito Consoli

disegni di Gloria Rovere

Che posto è dove non fa luce un lampo, ma un lampone?

 

Superfluo Indispensabile / 22
anno 2016
pagine 124
€ 10,00
ISBN 978-88-95988-72-6

Abstract

Che posto è
dove non fa luce un lampo, ma un lampone,
non fa paura un botto, ma un bottone
e per entrare in porto le navi passano dal portone?
è il paese dell’ABC;
può accadere di tutto, in quel posto lì.

L'autore

L'Illustratrice

Eventi

Sabato 4 marzo 2017, a Roma, nel Circolo PD Roma Portuense.

Sabato 18 febbraio 2017, a Firenze, a FIRENZE LIBRO APERTO.

Giovedì 8 dicembre 2016, a Roma, a PIU' LIBRI PIU' LIBERI, dalle 14 alle 15, nell'Area Ragazzi del Palazzo dei Congressi.

Sabato 11 giugno 2016, a Roma, al Museo Civico di Zoologia (Via Aldrovandi 18), alle ore 16.30.

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La guerra naturale

La guerra naturaleLa guerra naturale

inevitabilità della violenza nei conflitti

Domenico Mazzullo

Si vis pacem para bellum.

prefazione di Franco Di Mare

 

Superfluo Indispensabile / 21
anno 2016
pagine 164
€ 10,00
ISBN 978-88-95988-70-2

Abstract

Il ricorso alla guerra per risolvere i conflitti tra le nazioni o anche solo tra gruppi di individui è un’abitudine della specie umana dalla notte dei tempi. E non potrà mai cambiare perché è connaturata nella conformazione anatomica del cervello umano, ma non solo. Per sostenere la propria tesi, lo psichiatra Domenico Mazzullo cita film, romanzi e miti millenari.

L'autore

Il Prefatore

Eventi

In programmazione

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Nei percorsi di lettura:

Ho scelto le ali

HO SCELTO LE ALIHo scelto le ali

cerca la vita al di là dei sogni

Gian Piero Ferri

La luce è alla tue spalle, luce accecante.

prefazione di Pier Isa della Rupe

colloquio con l'Autore di Leo Osslan

 

Superfluo Indispensabile / 20
anno 2016
pagine 144
€ 10,00
ISBN 978-88-95988-74-0

Abstract

Chi è il vero protagonista di questo racconto ambientato tra realtà e sogno? Malia, donna che con le ali della spiritualità vola nelle terre dell’estasi? O Ezebel, il suo spirito guida che l’accompagna per una vita? Nell’appendice, l’Autore si confronta con Leo Osslan su spiritualità, visionarietà, religiosità e mondo reale.

L'autore

Il Postfatore

Eventi

Sabato 8 ottobre 2016, Libreria Scritti e Manoscritti, Ladispoli (Roma).

Recensioni

• Su AGI.IT: http://www.agi.it/cultura/2016/09/30/news/le_ali_di_gian_piero_ferri-1125678/

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Pinocchio padre di Geppetto

Pinocchio padre di GeppettoPinocchio padre di Geppetto

storia di un burattino e del suo figlio nascosto

Domenico Mazzullo e Alessandro Gioia

In questo modo Geppetto-padre, diviene Geppetto-figlio. Di Pinocchio.

 


 

Superfluo Indispensabile / 24
anno 2016
pagine 196
€ 10,00
ISBN 978-88-95988-75-7

Abstract

Uno psichiatra - Domenico Mazzullo - e un avvocato esperto di esoterismo - Alessandro Gioia - descrivono l’itinerario del burattino che prima scopre suo padre e poi scopre di essere, nella realtà più profonda e nella sua parte trascendente, padre del suo stesso padre. Pinocchio scopre di avere un figlio fino allora nascosto, Geppetto, che perdipiù a suo tempo l’ha partorito. Se ne farà una ragione? Leggere questo pamphlet aiuta a scoprirlo.

Gli autori

  • Domenico Mazzullo - Laureato in Medicina e Chirurgia a Roma e specializzato in Psichiatria a Pisa, vive a Roma dove esercita la libera professione come psichiatra clinico e psicoterapeuta. Dal 2003 partecipa come esperto a trasmissioni televisive RAI. è autore di “La Depressione: conoscerla per non averne paura” (Ed. Mediterranee, 2004). è stato medico condotto e medico di bordo. Ha lavorato all’ospedale psichiatrico di Volterra e in altre strutture specialistiche. è stato consulente psichiatra e poi direttore medico di un Istituto specialistico di riabilitazione psichiatrica. Ha curato i capitoli su psichiatria e psicofarmacologia in vari testi di Medicina interna.
  • Alessandro Gioia - Nato a Roma nel 1967, è avvocato da ventidue anni presso il Foro di Roma e Giudice del Tribunale Federale di varie Federazioni CONI. è da sempre animatore di circoli culturali e di promozione dei diritti civili della Capitale, cultore della tradizione simbolica occidentale e studioso di esoterismo. Affascinato da Pinocchio, ha tentato in questo libro di guidare il lettore nel labirinto della favola per arrivare al significato dell’opera.

Eventi

• Sabato 27 maggio 2017 al Parco di Pinocchio (Collodi/Lucca).

• Sabato 25 marzo 2017 a Milano alla Società Umanitaria.

• Sabato 21 gennaio 2017 a Napoli alla LIDU Comitato napoletano.

• Lunedì 9 gennaio 2017 a Terni alla Biblioteca Comunale.

• Venerdì 25 novembre 2016 a Roma nella sede nazionale della LIDU.

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La Comunità di Bose

La Comunità di BoseLa Comunità di Bose

ecumenismo, dialogo, libertà religiosa

Benedetta Torsello

"Qui troverai cristiani di confessione, di tendenza e di sensibilità diverse, uomini non credenti a volte preoccupati della situazione sociale e politica, e anche uomini o donne con un tipo di vita che forse non approvi. Sono tuoi fratelli, uomini come te: se li ascolti, non li troverai tanto diversi da sentirli avversari”

 


 

Superfluo Indispensabile / 25
anno 2016
pagine 148
€ 10,00
ISBN 978-88-95988-78-8

Abstract

Il Concilio Vaticano II è stato l’avvenimento più rilevante nella storia della Chiesa del Novecento. La Comunità fondata da Enzo Bianchi all’indomani del Vaticano II fu in piena sintonia con le nuove sensibilità. Ancora oggi è l'esempio migliore - nella pratica - di ecumenismo, dialogo, libertà religiosa.

L'autrice

Benedetta Torsello - Dottoressa in Lettere, si è occupata della promozione della lingua e cultura italiana all’estero presso il Consolato d’Italia a San Francisco. Docente di italiano a stranieri, lavora al CLA dell’Università “Roma Tre”, al Living Language Institute e nei progetti europei indirizzati ai minori. Collaboratrice presso l’Istituto Superiore di Teologia Morale (Pontificia Accademia Alfonsiana), è da sempre interessata alle tematiche dell’intercultura e del dialogo interreligioso.

Recensioni

• ARCHIVIO STORICO del marzo 2017

Eventi

Giovedì 2 marzo 2017, a Roma, al Seraphicum/Facoltà Teologica S.Bonaventura.

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Nei percorsi di lettura:

La Carta del Carnaro

LA CARTA DEL CARNAROLa Carta del Carnaro

dannunziana massonica autonomista

Prof. Carlo Ricotti

La Carta fu una soluzione grandemente innovativa, attualissima, e non meramente tecnica. Prof. Carlo Ricotti

 

Superfluo Indispensabile / 18
anno 2015
pagine 120
€ 9,00
ISBN 978-88-95988-61-0

Abstract

La Carta del Carnaro del 1920 fu più di un simbolo, di una prefigurazione di una società futura, come lo stesso D'Annunzio tendeva a presentarla. Il vero autore della Carta, il sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris affermò invece che essa recepiva concezioni nuove quali "il riconoscimento del valore sociale del lavoro", una rappresentanza degli interessi espressa dalle corporazioni, un ampio ventaglio di diritti individuali e di libertà.

L'Autore

Eventi

Recensioni

Clicca qui per leggere la recensione su archiviostorico.it

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Nei percorsi di lettura:

Ricette Crudeli

RICETTE CRUDELIRicette Crudeli

istruzioni per una dieta dadaista

Maurizio Semplice

prefazione del Prof. Pietro A. Migliaccio

Maurizio Semplice è il dadaista della cucina che crea un assurdo modo di fare pietanze. Nelle sue Ricette Crudeli sento la disperazione per la perdita della cultura del gusto, un grido disperato. Prof. P.A.Migliaccio

Superfluo Indispensabile / 16
anno 2014
pagine 104
€ 9,00
ISBN 978-88-95988-54-2

Abstract

Dietro sconosciuti sapori e bizzarri ingredienti, maltrattati al limite della compassione, si viene disvelando una sfida involontaria che dà vita a piatti che si ribellano al bon ton del gusto, usciti più dalla mente di un alchimista che da quella di una cuoca.

L'Autore

Il Prefatore

Le Recensioni

Su EAT PARADE TG2 del 4 settembre 2015 (minuto 7.00) a cura di Bruno Gambacorta.

Gli Eventi

BASSANO R. BASSANO R. BASSANO R. BASSANO R.

Recensioni

Leggi la recensione sul blog LE RICETTE DELLA NONNA.

Intervista a Maurizio Semplice su CNO-webtv.

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Nei percorsi di lettura: ,

Il masso della fertilità

Il masso della fertilitàIl masso della fertilità

Ho chiesto di te ad ogni filo d'erba

Pier Isa della Rupe e Caterina Luisa de Caro

prefazione Leo Osslan

Sul Masso della Fertilità Pier Isa della Rupe ha distillato questo affascinante racconto: è letteratura ma è anche identità di un territorio magico. La decodifica esoterica è di Caterina Luisa de Caro.   Leo Osslan

Superfluo Indispensabile / 15
anno 2014
pagine 112
€ 9,00
ISBN 978-88-95988-46-7

Abstract

Nel cuore dell'Etruria misteriosa, l'ultimo dei magici monti Cimini è il Colle di Montecchio. Il Masso della Fertilità è qui, sacro altare/portale per mettersi in contatto con le soprannaturali Figlie della Luna. Sulle Figlie della Luna e sul Masso della Fertilità, Pier Isa della Rupe ha distillato l'affascinante racconto contenuto in questo libro. È letteratura ma è anche identità di un territorio, per l'appunto magico. Dopo il racconto, quindi, troverete la "decodifica esoterica" che degli stessi luoghi, fatti e personaggi ha scritto Caterina Luisa de Caro.

Le Autrici

Il Prefatore

Eventi

A Ladispoli (Rm) il 21 giugno 2014  A Ladispoli (Rm) il 21 giugno 2014

A Bagnaia il 24 maggio 2014

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Nei percorsi di lettura: ,

Pantheon e Campo Marzio

PANTHEON e CAMPO MARZIOPantheon e Campo Marzio

tra storia e mito nel cuore di Roma

Alessandra Squaglia e Manuela Venier

Una agile e ricca guida tascabile che, strada facendo, senza noia né dubbi, ti “racconta” quello che vedi.

 

Superfluo Indispensabile / 14
anno 2014
pagine 96
€ 9,00
ISBN 978-88-95988-50-4

Abstract

In questa guida preziosa trovate tutta la storia e i miti che si concentrano nel Pantheon, uno dei luoghi più belli e visitati di Roma. Prima maestoso tempio dedicato a tutti gli dei, poi chiesa cristiana. Da sempre capolavoro "esoterico" di ingegneria e architettura. Tutt'attorno c'è il nobile rione Campo Marzio (o di Marte): già luogo militare per eccellenza, ma anche sede di culti antichissimi e leggendari.

Le Autrici

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Animali Amici Miei

ANIMALI AMICI MIEIAnimali Amici Miei

filastrocche, storie e una tirata d’orecchie

Valeria Milletti

prefazione Leo Osslan

Eugenio Montale ha detto: “Ci vogliono tante vite per farne una sola”. Tutti gli animali che ho conosciuto e amato, con la loro vita, mi hanno dato un grosso aiuto a fare la mia.

Valeria Milletti

Superfluo Indispensabile / 13
anno 2013
pagine 80
€ 8,00
ISBN 978-88-95988-48-1

Abstract

Questo libro è una piccola arca di Noè. È l’arca di Valeria. È fatta di carta, come una barchetta fatta con un foglio di carta piegato con abilità dalle mani di un bambino. Su questo libro, su questa barchetta Valeria ha caricato tanti amici animali. Alcuni sono nostri compagni di ogni giorno: il cane e il gatto, il cavallo, ad esempio; altri li incontriamo più raramente, come l’elefante, il riccio e la libellula, ma li conosciamo bene. Su questo librino Valeria li fa navigare attraverso il mare della fantasia, finché sbarcheranno a rallegrare la curiosità di chi legge, grande o piccino.

L'Autrice

Eventi

Animali Amici Miei alla LIPU   Animali Amici Miei alla LIPU

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Nei percorsi di lettura:

Cinque donne in Nero

Cinque donne in NeroCinque donne in Nero

il principio delle necessità interiori

Francesca Di Martino, Caterina Prandi, Tullia Ranieri, Gloria Rovere, Monica Virgilio

prefazioni Ginevra Bentivoglio e Daniela Fonti, appendice filosofica Lucio Saviani

Come può essere il prodotto di una scrittura collettiva? Incredibile. Inspiegabile. Intenso. Tutto e Niente, Suoni e Silenzio, Colore e Buio, Forma ed Essenza. Un arcobaleno, alla fine. Ginevra Bentivoglio

Superfluo Indispensabile / 12
anno 2013
pagine 104
€ 8,00
ISBN 978-88-95988-47-4

Al margine della solitudine

Al Margine Della SolitudineAl margine della solitudine

proprio questo e la poesia: dolore e bellezza

Valeria Giordano

prefazione di Franco Rella, postfazione di Alessandro Grispini

Mi trovo di fronte alla provocazione di queste pagine in cui la realtà viene trasfigurata “da uno specchio deformante”.
Franco Rella

Superfluo Indispensabile / 11
anno 2013
pagine 80
€ 8,00
ISBN 978-88-95988-45-0

Abstract

AL MARGINE DELLA SOLITUDINE è una narrazione poetica e filosofica letterariamente molto originale. Attraverso i sentieri del ricordo personale, si spinge oltre i limiti della scrittura più tradizionale e giunge fino all’esperienza estrema dell’“autoreclusione letteraria”. Nuda vita e segreto dell’anima dialogano e si contaminano. Dolore, angoscia, malinconia, prendono forma e trascinano il lettore sull’orlo di un abisso contemplativo che però ha in sé la salvezza.

L'Autrice

I Prefatori

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Le due carte che (non) fecero l'Italia

Le due Carte che (non) fecero l'ItaliaLe due Carte che (non) fecero l'Italia

Statuto Albertino 1848 e Costituzione della Repubblica Romana 1849

Giuseppe Allegri

In Italia sono trenta anni che si parla di riforma della Costituzione. Forse questo libro può dare un contributo proponendo esempi da seguire e da evitare.

Superfluo Indispensabile / 10
anno 2013
pagine 80
€ 8,00
ISBN 978-88-95988-43-6

Abstract

E’ il primo di una serie di volumetti illustrati dedicati alle Carte Costituzionali che includono i testi originali e completi delle Carte e saggi che le commentano scritti da giuristi e costituzionalisti di chiara fama. Il primo tratta delle due Carte che “uniscono nella diversità” le aspirazioni costituzionali italiane agli albori del Risorgimento, nel 1848/1849: lo Statuto Albertino e la Costituzione della Repubblica Romana.

L'Autore

Recensioni

Alessandro Guerra su http://www.diritticomparati.it/2013/12/le-due-carte-che-non-fecero-litalia-statuto-albertino-1848-e-costituzione-della-repubblica-romana-18.html

Le due Carte che (non) fecero l'Italia. Statuto Albertino 1848 e Costituzione della Repubblica Romana 1849 (a cura e con un commento di Giuseppe Allegri)

Collana Le Grandi Carte-MiniFefè, Fefè editore, Roma, novembre 2013

Nelle sbrigative celebrazioni dei 150 anni del Risorgimento, fra le altre cose, è sfuggita una seria riflessione sull’esperienza costituzionale di quella lunga stagione. Ben venga quindi la ripubblicazione di due fra le Costituzioni più interessanti: lo Statuto albertino (1848) e la Costituzione della Repubblica Romana (1849).

Qui il link per il Download Preview.

Per ricostruire storicamente il quadro, come è noto, si deve risalire all’elezione di Pio IX nel 1846 e ricordare le speranze suscitate dai suoi primi atti come pontefice, fra tutti l’amnistia dei detenuti politici, che inaugurarono il biennio riformista. Un moto popolare che componendosi con la grave crisi economica superò le intenzioni dello stesso Pio IX e rapidamente si diffuse in tutti gli Stati italiani, intercettando l’effervescenza rivoluzionaria che dilagava in Europa inaugurando i moti che culminarono nel 1848. Ancora una volta era la Francia il centro propulsore ma, a differenza delle crisi precedenti, il ’48 conobbe anche in Italia forme di originalità sia nella pratica politica, sia nell’architettura costituzionale.

Come spiega Allegri nella sua nota (non a caso titolata Costituzioni e rivoluzioni), le due Carte, nell’irriducibile differenza che le unisce, mettono bene a fuoco il carattere paradigmatico del 1848 nella simultaneità di un processo costituente dall’alto e un movimento costituente dal basso; spinta nazionale e questione sociale, vale a dire la duplice radice della grande tradizione rivoluzionaria dell’89.

Carta ottroiata lo Statuto, concessa paternalisticamente ai “regnicoli” da Carlo Alberto (di lì a poco sconfitto e costretto all’esilio) e sopravvissuta fino all’introduzione della Costituzione repubblicana: prevedeva una Camera dei Deputati (eletta per censo) e un Senato di nomina regia, con una stretta dipendenza del governo dal sovrano, emulando la Carta francese del 1830. In discontinuità con la tradizione giurisdizionalista, lo Statuto contemplava una rigida riserva per le prerogative della Chiesa, non solo riconoscendo all’articolo I il cattolicesimo romano sola religione di Stato, ma attribuendo al vescovo il controllo ultimo sulla stampa dei libri religiosi o alla sua sfera riconducibili. Vietando, altresì, le pubbliche adunanze vale a dire la riunioni pubbliche dei sudditi.

Ben diversa la Costituzione romana: entrata in vigore poco prima della definitiva sconfitta. Malgrado questo si è sempre guardato ad essa come modello esemplare di una alternativa alla deriva moderata che ha dominato la stagione risorgimentale. Sovranità popolare, democrazia sociale, virtù del municipalismo questi i tre capisaldi giustamente sottolineati da Allegri e che denotano la modernità di quel processo costituente. Naturalmente centrale appare la liberazione da ogni sovradimensionamento religioso, ma colpisce l’assenza di qualsiasi risentimento verso la coscienza religiosa dei cittadini romani ai quali, anzi, si riconosceva la piena libertà nella manifestazione del proprio pensiero senza nessuna censura. Tipiche della tradizione rivoluzionaria radicale e mazziniana il diritto di petizione e la libertà associativa, allo stesso modo il suffragio universale, anche se come per lo Statuto il riconoscimento del diritto di voto era precluso alle donne, come registra il curatore. Malgrado questo limite, connaturato allo spirito del tempo, fu forte l’impronta lasciata da questa Carta arrivando fino ai costituenti repubblicani, persino nella struttura lessicale.

È dunque in questo esercizio di rivalutazione del passato e nella considerazione della Costituzione non come un feticcio formale ma come un documento di un momento, come ammoniva Robespierre che passa anche la sfida verso quelle nuove istituzioni capace di sorreggere il futuro che viene.

Alessandro Guerra

- See more at: http://www.diritticomparati.it/2013/12/le-due-carte-che-non-fecero-litalia-statuto-albertino-1848-e-costituzione-della-repubblica-romana-18.html#sthash.EWRYsd4b.dpuf

Le due Carte che (non) fecero l'Italia. Statuto Albertino 1848 e Costituzione della Repubblica Romana 1849 (a cura e con un commento di Giuseppe Allegri)

Collana Le Grandi Carte-MiniFefè, Fefè editore, Roma, novembre 2013

Nelle sbrigative celebrazioni dei 150 anni del Risorgimento, fra le altre cose, è sfuggita una seria riflessione sull’esperienza costituzionale di quella lunga stagione. Ben venga quindi la ripubblicazione di due fra le Costituzioni più interessanti: lo Statuto albertino (1848) e la Costituzione della Repubblica Romana (1849).

Qui il link per il Download Preview.

Per ricostruire storicamente il quadro, come è noto, si deve risalire all’elezione di Pio IX nel 1846 e ricordare le speranze suscitate dai suoi primi atti come pontefice, fra tutti l’amnistia dei detenuti politici, che inaugurarono il biennio riformista. Un moto popolare che componendosi con la grave crisi economica superò le intenzioni dello stesso Pio IX e rapidamente si diffuse in tutti gli Stati italiani, intercettando l’effervescenza rivoluzionaria che dilagava in Europa inaugurando i moti che culminarono nel 1848. Ancora una volta era la Francia il centro propulsore ma, a differenza delle crisi precedenti, il ’48 conobbe anche in Italia forme di originalità sia nella pratica politica, sia nell’architettura costituzionale.

Come spiega Allegri nella sua nota (non a caso titolata Costituzioni e rivoluzioni), le due Carte, nell’irriducibile differenza che le unisce, mettono bene a fuoco il carattere paradigmatico del 1848 nella simultaneità di un processo costituente dall’alto e un movimento costituente dal basso; spinta nazionale e questione sociale, vale a dire la duplice radice della grande tradizione rivoluzionaria dell’89.

Carta ottroiata lo Statuto, concessa paternalisticamente ai “regnicoli” da Carlo Alberto (di lì a poco sconfitto e costretto all’esilio) e sopravvissuta fino all’introduzione della Costituzione repubblicana: prevedeva una Camera dei Deputati (eletta per censo) e un Senato di nomina regia, con una stretta dipendenza del governo dal sovrano, emulando la Carta francese del 1830. In discontinuità con la tradizione giurisdizionalista, lo Statuto contemplava una rigida riserva per le prerogative della Chiesa, non solo riconoscendo all’articolo I il cattolicesimo romano sola religione di Stato, ma attribuendo al vescovo il controllo ultimo sulla stampa dei libri religiosi o alla sua sfera riconducibili. Vietando, altresì, le pubbliche adunanze vale a dire la riunioni pubbliche dei sudditi.

Ben diversa la Costituzione romana: entrata in vigore poco prima della definitiva sconfitta. Malgrado questo si è sempre guardato ad essa come modello esemplare di una alternativa alla deriva moderata che ha dominato la stagione risorgimentale. Sovranità popolare, democrazia sociale, virtù del municipalismo questi i tre capisaldi giustamente sottolineati da Allegri e che denotano la modernità di quel processo costituente. Naturalmente centrale appare la liberazione da ogni sovradimensionamento religioso, ma colpisce l’assenza di qualsiasi risentimento verso la coscienza religiosa dei cittadini romani ai quali, anzi, si riconosceva la piena libertà nella manifestazione del proprio pensiero senza nessuna censura. Tipiche della tradizione rivoluzionaria radicale e mazziniana il diritto di petizione e la libertà associativa, allo stesso modo il suffragio universale, anche se come per lo Statuto il riconoscimento del diritto di voto era precluso alle donne, come registra il curatore. Malgrado questo limite, connaturato allo spirito del tempo, fu forte l’impronta lasciata da questa Carta arrivando fino ai costituenti repubblicani, persino nella struttura lessicale.

È dunque in questo esercizio di rivalutazione del passato e nella considerazione della Costituzione non come un feticcio formale ma come un documento di un momento, come ammoniva Robespierre che passa anche la sfida verso quelle nuove istituzioni capace di sorreggere il futuro che viene.

Alessandro Guerra

- See more at: http://www.diritticomparati.it/2013/12/le-due-carte-che-non-fecero-litalia-statuto-albertino-1848-e-costituzione-della-repubblica-romana-18.html#sthash.EWRYsd4b.dpuf

Le due Carte che (non) fecero l'Italia. Statuto Albertino 1848 e Costituzione della Repubblica Romana 1849 (a cura e con un commento di Giuseppe Allegri)

Collana Le Grandi Carte-MiniFefè, Fefè editore, Roma, novembre 2013

Nelle sbrigative celebrazioni dei 150 anni del Risorgimento, fra le altre cose, è sfuggita una seria riflessione sull’esperienza costituzionale di quella lunga stagione. Ben venga quindi la ripubblicazione di due fra le Costituzioni più interessanti: lo Statuto albertino (1848) e la Costituzione della Repubblica Romana (1849).

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Per ricostruire storicamente il quadro, come è noto, si deve risalire all’elezione di Pio IX nel 1846 e ricordare le speranze suscitate dai suoi primi atti come pontefice, fra tutti l’amnistia dei detenuti politici, che inaugurarono il biennio riformista. Un moto popolare che componendosi con la grave crisi economica superò le intenzioni dello stesso Pio IX e rapidamente si diffuse in tutti gli Stati italiani, intercettando l’effervescenza rivoluzionaria che dilagava in Europa inaugurando i moti che culminarono nel 1848. Ancora una volta era la Francia il centro propulsore ma, a differenza delle crisi precedenti, il ’48 conobbe anche in Italia forme di originalità sia nella pratica politica, sia nell’architettura costituzionale.

Come spiega Allegri nella sua nota (non a caso titolata Costituzioni e rivoluzioni), le due Carte, nell’irriducibile differenza che le unisce, mettono bene a fuoco il carattere paradigmatico del 1848 nella simultaneità di un processo costituente dall’alto e un movimento costituente dal basso; spinta nazionale e questione sociale, vale a dire la duplice radice della grande tradizione rivoluzionaria dell’89.

Carta ottroiata lo Statuto, concessa paternalisticamente ai “regnicoli” da Carlo Alberto (di lì a poco sconfitto e costretto all’esilio) e sopravvissuta fino all’introduzione della Costituzione repubblicana: prevedeva una Camera dei Deputati (eletta per censo) e un Senato di nomina regia, con una stretta dipendenza del governo dal sovrano, emulando la Carta francese del 1830. In discontinuità con la tradizione giurisdizionalista, lo Statuto contemplava una rigida riserva per le prerogative della Chiesa, non solo riconoscendo all’articolo I il cattolicesimo romano sola religione di Stato, ma attribuendo al vescovo il controllo ultimo sulla stampa dei libri religiosi o alla sua sfera riconducibili. Vietando, altresì, le pubbliche adunanze vale a dire la riunioni pubbliche dei sudditi.

Ben diversa la Costituzione romana: entrata in vigore poco prima della definitiva sconfitta. Malgrado questo si è sempre guardato ad essa come modello esemplare di una alternativa alla deriva moderata che ha dominato la stagione risorgimentale. Sovranità popolare, democrazia sociale, virtù del municipalismo questi i tre capisaldi giustamente sottolineati da Allegri e che denotano la modernità di quel processo costituente. Naturalmente centrale appare la liberazione da ogni sovradimensionamento religioso, ma colpisce l’assenza di qualsiasi risentimento verso la coscienza religiosa dei cittadini romani ai quali, anzi, si riconosceva la piena libertà nella manifestazione del proprio pensiero senza nessuna censura. Tipiche della tradizione rivoluzionaria radicale e mazziniana il diritto di petizione e la libertà associativa, allo stesso modo il suffragio universale, anche se come per lo Statuto il riconoscimento del diritto di voto era precluso alle donne, come registra il curatore. Malgrado questo limite, connaturato allo spirito del tempo, fu forte l’impronta lasciata da questa Carta arrivando fino ai costituenti repubblicani, persino nella struttura lessicale.

È dunque in questo esercizio di rivalutazione del passato e nella considerazione della Costituzione non come un feticcio formale ma come un documento di un momento, come ammoniva Robespierre che passa anche la sfida verso quelle nuove istituzioni capace di sorreggere il futuro che viene.

Alessandro Guerra

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Nelle sbrigative celebrazioni dei 150 anni del Risorgimento, fra le altre cose, è sfuggita una seria riflessione sull’esperienza costituzionale di quella lunga stagione. Ben venga quindi la ripubblicazione di due fra le Costituzioni più interessanti: lo Statuto albertino (1848) e la Costituzione della Repubblica Romana (1849).

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Per ricostruire storicamente il quadro, come è noto, si deve risalire all’elezione di Pio IX nel 1846 e ricordare le speranze suscitate dai suoi primi atti come pontefice, fra tutti l’amnistia dei detenuti politici, che inaugurarono il biennio riformista. Un moto popolare che componendosi con la grave crisi economica superò le intenzioni dello stesso Pio IX e rapidamente si diffuse in tutti gli Stati italiani, intercettando l’effervescenza rivoluzionaria che dilagava in Europa inaugurando i moti che culminarono nel 1848. Ancora una volta era la Francia il centro propulsore ma, a differenza delle crisi precedenti, il ’48 conobbe anche in Italia forme di originalità sia nella pratica politica, sia nell’architettura costituzionale.

Come spiega Allegri nella sua nota (non a caso titolata Costituzioni e rivoluzioni), le due Carte, nell’irriducibile differenza che le unisce, mettono bene a fuoco il carattere paradigmatico del 1848 nella simultaneità di un processo costituente dall’alto e un movimento costituente dal basso; spinta nazionale e questione sociale, vale a dire la duplice radice della grande tradizione rivoluzionaria dell’89.

Carta ottroiata lo Statuto, concessa paternalisticamente ai “regnicoli” da Carlo Alberto (di lì a poco sconfitto e costretto all’esilio) e sopravvissuta fino all’introduzione della Costituzione repubblicana: prevedeva una Camera dei Deputati (eletta per censo) e un Senato di nomina regia, con una stretta dipendenza del governo dal sovrano, emulando la Carta francese del 1830. In discontinuità con la tradizione giurisdizionalista, lo Statuto contemplava una rigida riserva per le prerogative della Chiesa, non solo riconoscendo all’articolo I il cattolicesimo romano sola religione di Stato, ma attribuendo al vescovo il controllo ultimo sulla stampa dei libri religiosi o alla sua sfera riconducibili. Vietando, altresì, le pubbliche adunanze vale a dire la riunioni pubbliche dei sudditi.

Ben diversa la Costituzione romana: entrata in vigore poco prima della definitiva sconfitta. Malgrado questo si è sempre guardato ad essa come modello esemplare di una alternativa alla deriva moderata che ha dominato la stagione risorgimentale. Sovranità popolare, democrazia sociale, virtù del municipalismo questi i tre capisaldi giustamente sottolineati da Allegri e che denotano la modernità di quel processo costituente. Naturalmente centrale appare la liberazione da ogni sovradimensionamento religioso, ma colpisce l’assenza di qualsiasi risentimento verso la coscienza religiosa dei cittadini romani ai quali, anzi, si riconosceva la piena libertà nella manifestazione del proprio pensiero senza nessuna censura. Tipiche della tradizione rivoluzionaria radicale e mazziniana il diritto di petizione e la libertà associativa, allo stesso modo il suffragio universale, anche se come per lo Statuto il riconoscimento del diritto di voto era precluso alle donne, come registra il curatore. Malgrado questo limite, connaturato allo spirito del tempo, fu forte l’impronta lasciata da questa Carta arrivando fino ai costituenti repubblicani, persino nella struttura lessicale.

È dunque in questo esercizio di rivalutazione del passato e nella considerazione della Costituzione non come un feticcio formale ma come un documento di un momento, come ammoniva Robespierre che passa anche la sfida verso quelle nuove istituzioni capace di sorreggere il futuro che viene.

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Nei percorsi di lettura:

The Colosseum

COLOSSEUMThe Colosseum

101 questions which I’ll never answer

Manuela Venier

What you would like to know and hear about the Colosseum on a 2:30 hour guided tour outside and inside the monument. Follow me and...

 

Superfluo Indispensabile / 9
anno 2013
pagine 64
€ 5,00
ISBN 978-88-95988-40-5

Abstract

Tutto quello che avreste voluto sapere e ascoltare sul Colosseo, il monumento più famoso del mondo, concentrato in 64 pagine: l'equivalente di una visita guidata dentro e attorno all'Anfiteatro Flavio di due ore e mezza. Scritto e descritto in lingua inglese da Manuela Venier, guida turistica ufficiale in Roma.

L'Autrice

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Quatruo corpuli et quatruo capulei

Quatruo corpuli et quatruo capuleiQuatruo corpuli et quatruo capulei

tre fiabe mitologiche scritte in una lingua misteriosa

Vespina Fortuna

“E' una follia!” griderà qualcuno di voi, sfogliando le pagine di questo invero instraneo liberculo. E come dargli torto. Sissignore, è una follia, una vera follia. E il mio invito è proprio quello di provare ad allentare le briglie della normalità.

Superfluo Indispensabile / 8
anno 2013
pagine 96
€ 5,00
ISBN 978-88-95988-38-2

Abstract

Secondo Wikipedia “la poesia metasemantica si pone, come fine ultimo, quello di esprimere, per mezzo di parole dal forte significato uditivo ma carenti di significante, un concetto, un sentimento, una sensazione o un’idea, semplicemente non descrivendole”. Quella di Vespina Fortuna è prosa, forse metasemantica, certamente molto poetica. E geniale.

L'Autrice

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Nei percorsi di lettura:

La grande abbuffata

grandeabbuffataLa grande abbuffata

prevenzione rimedi terapie

Prof. Pietro Antonio Migliaccio

Se tra un’abbuffata e l’altra non si utilizza nessun accorgimento si avrà un costante aumento di peso che richiederà prima o poi un periodo prolungato di dieta ipocalorica (dimagrante), se si ha il desiderio di riacquistare un peso ottimale.

Superfluo Indispensabile / 7
anno 2012
pagine 96
€ 5,00 / speciale combo
ISBN 978-88-95988-35-1

 

Nei percorsi di lettura:

Amore all'improvviso

Amore all'improvvisoAmore all'improvviso

Leggilo, amica mia, questo libretto

Alberto Arcioni

Leggilo, amica mia, questo libretto, / dentro vi troverai, / con il sapore della lontananza, / certi pensieri certe fantasie / di chi passò nel mondo trepidando, / di chi visse d’amore e di speranza. Alberto Arcioni

Superfluo Indispensabile / 6
anno 2012
pagine 56
€ 7,00 / speciale combo
ISBN 978-88-95988-33-7

 

Amore e Psiche

Amore e PsicheAmore e Psiche

Il sogno più bello del mondo

Lucio Apuleio da Madaura

«Bevi, Psiche - le disse offrendole una coppa d'ambrosia - e sii immortale; né mai Cupido si scioglierà dal vincolo che lo lega a te e queste saranno per voi nozze eterne»

Superfluo Indispensabile / 5
anno 2011
pagine 96
€ 5,00
ISBN 978-88-95988-26-9

Abstract

Quella di Amore e Psiche è una delle più belle storie d’amore di sempre. Le disavventure dei due innamorati passarono di bocca in bocca fin dalla notte dei tempi. Il primo a trascriverle, nel II secolo dopo Cristo fu Lucio Apuleio da Madaura che inserì Amore e Psiche nelle Metamorfosi, l’unico romanzo antico in lingua latina arrivato a noi per intero. Un romanzo fatto di tante storie, tra cui quella di Amore e Psiche, in cui il magico, l’epico, il surreale, il mitologico si mescolano in un equilibrio molto “moderno”. Amore e Psiche racconta, con toni dal fiabesco al vagamente erotico, un amore letteralmente “magico” tra un dio e una comune mortale bellissima che viene sottoposta a prove di tutti i tipi. Sempre e comunque la storia si svolge sotto la stella dell’amore magico che tutto vince e infine diventa eterno.

L'Autore

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La mia verità

La mia veritàLa mia verità

Confesso che sono stata fortunata

Mara Albonetti

Una grande gallerista romana ha scritto questo racconto per ricordare un periodo importante della sua vita.

Superfluo Indispensabile / 4
anno 2011
pagine 48
€ 5,00
ISBN 978-88-95988-25-2

Abstract

Lina Wertmüller, Gino Cervi, Antonello Falqui, Carletto Loffredo, Sergio Corbucci, Folco Lulli, Nanni Loy, Michelangelo Antonioni, Walter Pidgeon: sono solo alcuni dei  protagonisti di questa “tranche de vie” lunga dieci anni, dal 1945 al 1954, che Mara Albonetti ci racconta con la tranquillità di chi sa di essere stata fortunata. Bellezza, volontà di ferro, simpatia e un’apparente ingenuità, l’accompagnano attraverso anni ormai entrati nella mitologia nazionale.

Il Prefatore

Eventi

  • Questo piccolo gioiello verrà presentato ad inizio 2012 nell'abitazione di Mara Albonetti, a Roma.

 

 

Nei percorsi di lettura: ,

Elogio del gatto nero / Elogio del topo bianco

Elogio del gatto nero / Elogio del topo biancoElogio del gatto nero / Elogio del topo bianco

un libro doppio in elogio dei reietti

Eleonora Piraino / Vito Consoli e Dario Capizzi

È proprio nel Medioevo che nasce una gran quantità di leggende e storie che dipingevano il gatto, specie se dal manto nero, come un famelico mostro divoratore di anime...

Superfluo Indispensabile / 3
anno 2011
pagine 32
€ 3,50
ISBN 978-88-95988-27-6

Abstract

I gatti neri e i topolini bianchi (quelli usati negli esperimenti di tutti i generi) sono due animali reietti per antonomasia. Questo piccolo libro bifronte, ironico e drammatico allo stesso tempo, riesce a “riabilitarli”: non solo sono vittime inconsapevoli e innocenti della crudeltà umana, ma spesso paradossalmente aiutano il proprio carnefice (l’uomo) a vivere meglio. L’Elogio del Gatto Nero è un rapido excursus nella storia di quest’animale prima nobile e rispettato poi perseguitato per motivi religiosi e per abitudine, infine “protetto” da una non proprio perfetta legislazione. L’Elogio del Topo Bianco prende il via dalla difesa incondizionata delle piccole cavie, per poi illustrare con leggerezza e ironia l’utilità di tanti “fratelli” del topolino bianco, altrettanto reietti.

Gli Autori

Recensioni

Leggi la recensione su Petsblog.

 

 

La saggezza della lumaca

La saggezza della lumacaLa saggezza della lumaca

proverbi e disegni in onore della decrescita

David Ridge & Gianna Gelmetti

«I problemi della crescita eccessiva si moltiplicano in progressione geometrica, mentre le capacità biologiche della lumaca non possono, nel migliore dei casi, che seguire una progressione aritmetica».

Superfluo Indispensabile / 2
anno 2009
pagine 32
€ 3,50
ISBN 978-88-95988-05-4

Abstract

«La lumaca» diceva Ivan Illich, sacerdote e pensatore eretico, «costruisce la delicata architettura della sua conchiglia aggiungendo una dopo l'altra delle spire sempre più grandi, poi cessa bruscamente e dà inizio ad avvolgimenti, questa volta decrescenti. Il fatto è che una sola, ulteriore spira più larga conferirebbe alla conchiglia una dimensione sedici volte maggiore. Invece di contribuire al benessere dell'animale, lo sovraccaricherebbe. Superato il punto limite di allargamento delle spire, i problemi della crescita eccessiva si moltiplicano in progressione geometrica, mentre le capacità biologiche della lumaca non possono, nel migliore dei casi, che seguire una progressione aritmetica».
I proverbi fulminanti di Ridge e le illustrazioni “sentimentali” di Gelmetti sintetizzano questa filosofia più qualsiasi trattato filosofico.

Gli Autori

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Bradamante mia madre

Bradamante mia madreBradamante mia madre

gallerista romana amante dell'arte ricorda la propria madre

Mara Albonetti

Quello che più colpiva in lei erano indubbiamente gli occhi, verdi, del verde particolare delle olive in autunno...

Superfluo Indispensabile / 1
anno 2009
pagine 32
€ 5,00
ISBN 978-88-95988-04-7

Abstract

Mara Albonetti, notissima gallerista romana che fin dagli anni ’50 ha gestito lo Studio del Canova/Il Canovaccio, ha scritto questo breve racconto per ricordare una delle persone più importanti nella sua vita. Grande umanità e immediatezza d’immagini ne fanno una chicca per appassionati di sentimenti.

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