Abstract
In un paese che abbandona i cani lungo le autostrade, dà fuoco ai gatti (solo quelli neri) per allietare riti satanici, scarica veleni di qualsiasi tipo (ma tutti rigorosamente mortali) nei fiumi e le lungo le coste di mari e laghi, leggere i racconti di Valeria Milletti è come tornare a respirare aria pura.
In tutte le storie de “La rana che ride” c’è un “lessico familiare” che unifica personaggi (umani e non) e ambienti: è quella leggerezza molto sentimentale che caratterizza i rapporti tra gli esseri umani che amano gli animali e l’oggetto del loro amore. Un lessico familiare fatto di “piccole virtù” quotidiane, delicate ma importanti, che la Milletti sa mettere in pagina con abilità istintiva.
L'Autrice
Valeria Milletti nasce come autrice a Bologna nel 1963 (anagraficamente quindici anni prima) quando, fortemente voluta da suo fratello, entrò in casa Lachis, strappata al canile comunale. Per tutta la famiglia è il primo cane. Valeria sente i suoi richiami e apre la porta dello studio dove la cagnetta è chiusa la prima notte. Lachis le salta addosso felice e lei si lascia cadere su una poltrona e lì rimane terrorizzata finché la madre viene a “liberarla”. Da allora in favore dei cani ha combattuto tante battaglie, private e pubbliche. Qualcuna vinta, qualcuna solo a metà, qualcuna persa. Ma soprattutto ha imparato a guardare, non solo a vedere, ogni animale con cui si è incontrata, dalle formiche alle vacche maremmane. Il suo sogno? Far conoscere a tante persone i figli pelosi che ha amato. L'ha realizzato a Trevignano Romano, paese piccolo ma culturalmente vivace, sul lago di Bracciano.
La prefatrice
Franca Valeri personifica da decenni sul palcoscenico la critica ironica e corrosiva alle convenzioni a turno dominanti. E’ nel Pantheon italico della risata sottile e intelligente Ama i cani e gli animali in genere che da sempre collezione in gran quantità e varietà.
Eventi
Nessun evento in programma.