Abstract
È una storia d’amore della fine degli Anni ‘30 ricordata e scritta cinquant’anni dopo da uno dei due protagonisti ormai settantenne. Cesare de Sanctis racconta la sua amata Fata Ghirò in un flusso di coscienza che prende la forma di una prosa poetica. Con molto affetto, con delicatezza e rimpianto non dissimulato.
Ma tutto ciò è un gioco, molto sofisticato. In realtà Fata Ghirò persona bella fu scritto proprio da quel giovane innamorato, nel 1939, quando aveva vent’anni. Sul mare complice dell’arcipelago toscano, commosso, il giovane Cesare mise sulla carta il proprio amore, e lo nascose per pudore dietro il velo dell’età. Al momento di pubblicare questo libro quel giovane aveva quasi novant’anni e quell’amore una settantina, ma ancora c’era.
Prefazione di Giovanna Alatri.
L'Autore
Pittore, acquerellista, caricaturista, scrittore e chirurgo, nato a Roma nel 1919, Cesare de Sanctis è scomparso nel 2008. Dipinge fin dagli Anni ‘20 quando protestava con la mamma così: “Non sono un bambino, sono un pittore!” L’attività di scrittore di de Sanctis è ugualmente precoce e protratta nei decenni; ai ricordi famigliari degli Anni ‘20 e ‘30 è dedicato “Via Paisiello 15”, (1991, Artefatto). “La Scriminatura” (1995, Artefatto poi Fefè Editore in una nuova edizione) è invece una raccolta illustrata con suoi disegni di “dissertazioni, dialoghi, resoconti, suppliche, ballate e giochi di parole” di grande finezza e ironia. “Volta la Carta” (2005, Fefè Editore) è invece una filastrocca poetica con disegni creata nel 1955 ma pubblicata cinquant’anni dopo.
Eventi
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